Supervisione 18/2/2017
Scuola di Counselling Drammaturgico. Supervisione 2/2017.
Continuiamo a praticare la seconda fase del Metodo: la recitazione del testo predisposto dal counsellor e dal cliente. Oggi abbiamo discusso tre casi individuali, uno in gruppo e diversi casi di recitazione.
Tra gli argomenti trattati, ci siamo soffermati in particolar modo sul ruolo del Prologo. Abbiamo evidenziato la matrice contingente, provvisoria e improvvisatoria dell’intervento del counsellor Drammaturgico che muove, sì, da eventi ‘dati’ (il Prologo-problema, appunto) ma che, d’ora in poi, deve essere costruito sulla base dei fatti che accadono nel contesto narrativo. Come efficacemente evidenzia Strasberg, l’abilità drammatica è messa alla prova dai fatti, mano mano che essi ‘procedono’. L’abilità sarà validata nella misura in cui il counsellor saprà conformare le proprie competenze, personali e professionali, ai fatti nuovi.
“La drammaturgia implica il fatto che qualcosa deve essere accaduto, che c’è qualcosa che dobbiamo sapere per poter capire cosa sta succedendo adesso. L’abilità drammatica fa sì che vogliamo un altro atto o un’altra scena, e quando abbiamo trovato quello che accade in quella scena, ci spinge a dire ‘In questo caso, dunque, che succede adesso?’. L’abilità drammatica sa creare una situazione in cui, anche se conosci tutti i fatti, non sai ancora che cosa accadrà subito dopo. L’abilità drammatica ti coinvolge negli eventi mentre procedono” (L.Strasberg, Lezioni all’Actors Studio, 2013).

