Counselling e orientamento professionale
L’utilizzo del metodo drammaturgico nell’orientamento professionale: la costruzione della storia come tecnica per orientare nello sviluppo della propria carriera.
Nota introduttiva alla relazione di Cristina Bronzini presentata al Convegno della Scuola di Counselling Drammaturgico del 13 Giugno 2015.
L’attività di outplacement costituisce senz’altro una delle professioni che, in modo significativo, sta rispondendo alla richiesta di aiuto che l’individuo è costretto a lanciare dalle trappole della nostra “società dell’individualizzazione”, che è venuta meno alle promesse della modernità e, in particolare, alle promesse di garantismo sociale.
Le sicurezze che riguardavano il diritto al lavoro, la previdenza sociale, il pensionamento, faticosamente conquistate attraverso lotte sindacali e politiche, oggi si sono dissolte, o si stanno progressivamente dissolvendo, abbandonando ciascun individuo alle sue risorse individuali, spesso assolutamente inadeguate ad affrontare le quotidiane sfide per la sopravvivenza.
La relazione di Cristina Bronzini valorizza uno specifico “versante” del Counselling Drammaturgico, e più precisamente quello che il cliente e il professionista, insieme, possono percorrere per esplorare universi alternativi a quello attualmente vissuto dal cliente nel sistema relazionale 1°.
Come chiaramente spiega Bronzini nel suo lavoro, il sistema relazionale 1° è quello che racchiude gli avvenimenti e le relazioni che accadono – o meglio sono accadute e stanno accadendo – nella vita quotidiana del cliente (in questo caso, la perdita del lavoro nell’area commerciale di una multinazionale).
Il Counselling Drammaturgico consente alla coppia professionista-counsellor di percorrere e sperimentare universi alternativi a quello nel quale il problema è maturato, dando vita ad un personaggio che avrà il potere di vivere provvisoriamente la vita di un agente di un’azienda alimentare, e poi quella del gestore di una tabaccheria.
L’espediente tecnico adottato dal Counselling Drammaturgico per condurre a compimento questa operazione consiste nell’allestimento di un sistema relazionale narrativo (definito sistema relazionale 3°, per distinguerlo dal 1°, ma anche dal 2°, che è quello che comprende il qui ed ora del professionista e del cliente) dove gli obiettivi e i problemi non sono più del cliente, ma piuttosto di due coautori di una narrazione, che devono riuscire a condurre, felicemente, un personaggio fino alla meta fissata di comune accordo.
Come si può rilevare dal caso riportato, il Metodo si è rivelato perfettamente confacente alle esigenze di una relazione di outplacement, dove spesso si pone la questione di acquisire un risultato concreto, immediatamente spendibile per il cliente, nel tempo più breve possibile.

