A volte ritornano … Commento alla sentenza 10289/2011

La sentenza 10289/2011 ribadisce quanto già previsto dalla normativa allora (e tuttora) vigente:  il counsellor non può utilizzare tecniche psicologiche o – tantomeno – psicoterapiche. Egli può invece utilizzare le tante tecniche derivate da altri territori del sapere (filosofia, linguistica, antropologia, teatro, probabilismo, pragmatica testuale, sociologia, ecc.).

Di fronte ad una richiesta di colloquio di counselling – sembra ritenere la sentenza – il professionista (anche se psicologo o psicoterapeuta) non può utilizzare tecniche psicologiche, poiché altrimenti, non rispetterebbe il contratto di counselling stipulato con il cliente. E la sentenza ribadisce chiaramente che il counselling è una professione autonoma non normata, diversa da ogni altra (non riconducibile, dunque, per esempio, alla professione psicologica).

Se per un verso si ribadisce l’esclusiva per gli psicologi degli atti tipici della loro professione, dall’altro si riconosce la specificità e l’autonomia professionale del counselling, professione non normata, che – appunto – , come precisa il giudice, non può manifestarsi attraverso attività psicologiche o psicoterapiche (neppure se esperite da psicologi o psicoterapeuti ndr).

Paradossalmente, quindi, ben lungi dal rinforzare la pretesa di riservare il counselling agli psicologi, la sentenza esclude che gli stessi psicologi possano usare le loro tecniche sotto l’etichetta del counselling. E’, quindi, una sentenza che segna una “sconfitta” per la comunità degli psicologi.

Senza voler entrare nel merito di quanto affermato nella motivazione del giudice, resta un mistero il perché, a distanza di quattro anni, questa pronuncia giurisprudenziale sia stata “resuscitata” proprio da un’associazione di psicologi che non dovrebbe aver granché interesse alla sua divulgazione.

Per quanto ci interessa direttamente, la Scuola di Counselling Drammaturgico non è interessata alla diatriba. SCD da sempre insegna ed utilizza una metodologia che lavora, molto concretamente, sul problema portato, e non sulla persona e tantomeno sulla sua psiche, fornendo al cliente, tendenzialmente nel giro di un incontro di circa un’ora, una strategia concreta immediatamente spendibile. Il Counselling Drammaturgico si caratterizza per la capacità di arrivare a definire, senza mai entrare “nello psichico”, azioni coerenti con l’indole del cliente, efficaci e funzionali al raggiungimento del suo attuale, ben circoscritto obiettivo.