Un counselling per la società postmoderna.
di Scuola Counselling Drammaturgico · Pubblicato · Aggiornato
La nostra idea implica, soprattutto, che il counselling non si occupi di problemi ancorati alla mente di qualcuno, ma che tratti piuttosto gli effetti dell’instabilità che, nei diversi campi del vivere, caratterizza, non le persone, bensì i riferimenti sociali, etici, scientifici, economici, religiosi, che oggi non sono più solidi e affidabili come un tempo. Si tratta di una relazione professionale che: – mira a costruire un progetto risolutivo di un problema; – implica una collaborazione, sotto ogni aspetto, paritaria tra gli attori coinvolti; – si affranca da ogni ipotesi di carenze soggettive (psico-attitudinali, sociali, fisiche, culturali); – consente il controllo diretto del processo di lavoro e la condivisione delle responsabilità di quanto viene prodotto in capo alle persone coinvolte; – favorisce la libera sperimentazione delle ipotesi risolutive e la loro verifica operativa.
(Rodolfo Sabbadini da “Diario di bordo. Il viaggio del counselling”, in Prospettiva Drammaturgica n. 1/2019, Nuova Trauben editrice)
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