Professione di parola
“Le parole … hanno essenzialmente la funzione di rappresentare gli innumerevoli, confusi, sovrapposti a volte, aggrovigliati altre, frammenti di storie, che caratterizzano l’universo del cliente. Possono essere storie che ha vissuto, storie che ha osservato, storie che ha immaginato, storie che, su di lui, altri hanno raccontato. Esiste quindi un momento di “produzione” del materiale (parole), e un momento, necessariamente successivo in ordine di tempo, di elaborazione di quel materiale.
Nella fase di produzione, il counsellor svolgerà un ruolo di facilitatore della produzione, impegnandosi il più possibile per non influenzare il materiale portato dal cliente. E per far ciò ricorrerà alle tecniche della sua professione di parola.”
(R.Sabbadini “Il metodo drammaturgico nella relazione di counselling”, Franco Angeli editore, 2012)

