Realtà narrativa

“La funzione della parole scambiate tra counsellor e cliente è quella di creare una realtà narrativa tra loro condivisa. La sussistenza di tale condivisione è l’unica condizione che ci fa dire che quella realtà è attendibile dal punto di vista dei due interlocutori e degli ideali lettori di quella storia. Si tratta di una realtà che afferma la propria legittimità e attendibilità entro i confini del colloquio di counselling, ma che potrà essere richiamata alla memoria dal cliente in un momento successivo se, e quando, egli lo riterrà
utile per la gestione delle proprie vicende di vita quotidiana. In quel
momento egli potrà procedere ad attuare le azioni e le strategie già sperimentate con il counsellor in una fase di simulazione.”
(Rodolfo Sabbadini “Il metodo drammaturgico nella relazione di counselling”, p. 26, Franco Angeli, 2012)